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-/Radio Souvenir/-98.89ONLINE---le facce che non conosciamo |
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...da un'idea di un paio di amici.... ...un semplice blog? forse... ...non importa cosa sia, l'importante è che sappiate che è fatto con grande passione....
....ascoltate la nostra voce.... siamo riusciti a fare un arichivio con le trasmissioni più recenti.... ora potete scegliere quella da ascoltare! ....listen to the radio.... ah, potete anche chiederci di inviarvi le trasmissioni se vi interessano Buon divertimento!!!!
per eventuali richieste, proposte, domande, ricriminazioni ecc ecc
4/2/2009 2.4.2009 [Barrowland Ballroom]L'ultimo intervento è del 28 febbraio.
Usando l'immaginazione, in questo momento sto spolverando microfoni e mixer, chè in un mese se ne posa di merda sulle cose.
La musica folk mi accompagna, dove non so. (E non sono come Vasco che scrive "so" con l'accento).
Ho solo due sigarette nel pacchetto, quindi non so nemmeno se arriverò in fondo all'intervento.
Anche perchè non credo legga qualcuno.
Anche perchè questa è una radio decaduta. Un pò come la Juve dopo calciopoli.
Comunque...
...comunque credo nell'asciuttezza delle comunicazioni, perciò sarò prolisso. Mi piace annoiare le persone.
Penso che ogni tanto serva un colpo di spugna sulla lavagna immaginaria dei pensieri. Serve, credo, lavare via un bel pò di cose, almeno una volta nella vita.
Perchè dopo un pò uno si rompe anche i coglioni di star fermo a vedere partire le persone; è tediante fare sempre la parte del salutato e non quella del salutante.
A volte uno è così testa di cazzo da costruirsi una gabbia intorno, illudendosi che sia la libertà, e arrivare al punto di non poterne fare a meno. E così si sfancula gli anni della cazzonaggine, quelli in cui puoi prendere e partire, tornare, ripartire, sparire. Io vorrei sapere perchè si punta sempre alla stabilità, quando la bellezza e il piacere del sentirsi vivi risiedono nell'esatto opposto.
Insomma, a volte, a qualcuno, può anche capitare di essere incapace di maturare. Cristo.
Ci sono ancora talmente tante cose da fare che, in questo momento, mi sembra prematuro scegliere di invecchiare.
Dovrei scegliere la noia, la regolarità, la sobrietà, la routine, la perfezione?
Sinceramente non credo facciano per me.
Come non fa per me la parte del perenne salutato.
Voglio stare a torso nudo a bere whisky, godendomi il mio mondo sottosopra. Senza preoccuparmi del domani, chè tanto quello arriva anche se non ci penso.
Voglio essere, per una volta, una, il salutante.
E voglio abolire le prediche. E non voglio più ascoltare.
L'ho già detto, lo ribadisco: io resto fuori.
Saluatemi San Pietro.
Hank [P.] Moody (molto moody)
On air: "Amy MacDonald - Barrowland ballroom" 2/28/2009 .see.the.sunny.skies. [28.2.2009]...Si, ok, ci siamo. Possiamo partire.
Mi è capitata per caso in playlist una canzone che non ascoltavo da parecchio tempo, da almeno un anno. Forse qualcosa di più. E ora non riesco più a smettere di ascoltarla, di sentirla. Pazzesco vero?
Mi viene in mente un film strabiliante uscito qualche anno fa, una storia strana, e peraltro vera, in cui succede di tutto e alla fine il protagonista, ragazzo, scappa per ritornare da adulto quando il padre sta per morire. Il titolo è "Guide recognizing your saints", "guida per riconoscere i tuoi santi", tratto dall'omonimo libro di Dito Montiel, che è anche il regista. Beh, insomma, in questo film alla fine c'è una frase che ogni volta mi mozza il fiato, ma non so perchè. E' l'ultima frase del film, quando Dito, il protagonista, ormai adulto va in carcere a trovare il suo amico Antonio dopo 15 anni che non lo vedeva. Insomma, mentre si vedono loro due che ridono e parlano, la voce fuoricampo dice "Antonio esiste, pazzesco vero? In fondo, alla fine di tutto, io ho abbandonato tutti, ma nessuno mi ha mai abbandonato". Qualcosa di simile. E a me colpisce ogni volta. Come questa canzone: era tantissimo tempo che non la sentivo suonare nelle casse, eppure mi sembra di non aver mai smesso di ascoltarla. Mi fa venire in mente tante cose che mi sembrano lontanissime, che sembrano non essere neanche mai accadute. Come quella festa sul tram o quei lunedì pomeriggio a bere caffè e the, come quei pomeriggi invernali in cui faceva buio prestissimo o quel freddo che sembrava venire da chissà quale racconto di Jack London. Il punto è che, ricordando questo, riaffiorano ricordi meno colorati, meno piacevoli, come del resto, ogni tanto, accade anche senza dover ascoltare vecchie canzoni.
E allora, per forza, devo citare una persona che, un giorno, mi scrisse una semplice riga che, per me, non ha ancora smesso di avere significato. Vi dico, mi dico, ci dico: "See the sunny skies".
Una sorta di promemoria, di "memento". Per non sprofondare del tutto quando inizia ad andare male qualcosa, per tirarsi un pò su quando sembra difficile. Semplicemente, se vogliamo, per ricordarci che non serve conquistare il mondo per essere a posto con se stessi. Ogni tanto basta guardare il cielo sereno, alzando la testa insù. E non è un'allusione al fatto che dietro possa esserci qualcuno, al fatto che lassù ci sia davvero un dio: è solo un modo per sollevarsi un attimo. Un pò come dire: "ehi, oggi c'è il sole. Sorridi". Quando sentite che il peso sulla schiena diventa eccessivo, quando sentite di non farcela "see the sunny skies" e vaffanculo a tutto il resto.
Perchè è impensabile dover passare una vita a logorarsi tra impegni, brutti pensieri e cose che non vanno a posto. Ogni tanto è in nostro diritto, sacrosanto diritto, fergarcene. Non tanto, un pò; giusto il tempo di riprendere fiato.
Non mi dilungo oltre.
Grazie a tutti e buona notte.
<John O'Brian>
1/22/2009 OmbreCome ai vecchi tempi, Viktor on line su radio souvenir. dopo tanto tempo, forse per una sola volta, antecedente al nulla che seguirà per i prossimi mesi. forse.
se siete allegri, felici, soddisfatti, realizzati...non ascoltate. oggi sono vestito di nero, nero come i miei pensieri.
Penso che siamo schiavi. Siamo schiavi di una routine che non abbiamo scelto. asilo, per imparare a stare con gli altri e a obbedire agli ordini di persone scelte per educarti e insegnarti. cosa poi non si sa. elementari, per imparare le materie fondamentali, che saranno necessarie per proseguire con successo la vostra carriera scolastica. medie, per approfondire le materie, far maturare il cervello e prepararsi al liceo. liceo, per acquisire il metodo di studio e le conoscenze utili per affrontare l'università. università, anni e anni di esami per essere pronto ad affrontare la vita vera. quella in cui tutti i giorni dovrai andare e venire da un lavoro che probabilmente non è quello che avevi sognato e per cui avevi studiato. lavoro che serve a portare a casa i soldi, con cui sfamare te e la tua eventuale famiglia. figli a cui dovrai pagare la scuola e che presto immetterai in questo circolo vizioso senza fine.
siamo schiavi. schiavi di una vita senza scopo, o meglio, piena di scopi apparenti; ma che poi, a guardare bene, ti spingono solo a cercarne altri. lavori, fai soldi, per poterti permettere la macchina. compri la macchina per spostarti. e ci vai al lavoro. fai soldi per andare in vacanza, ovvero staccare dal lavoro; ma ci vai preoccupandoti di quanto spendi e lamentandoti di quanto dovrai lavorare per pagare la prossima vacanza. e via così.
a volte penso che ci sono solo due cose che realmente desdero.
la prima è essere nato migliaia di anni fa. avete presente quei brutti esseri pelosi, scarsamente intelligenti, con poca vita sociale e nessuna economia?
ecco io vorrei essere nato così. niente scuola. niente soldi. nessuno che mi deve insegnare qualcosa. ritrovare il piacere della scoperta, della vita vera. non anni passati a imparare cosa pensava questo o quello, cosa ha scoperto e suppone che ci sia tal'altro. no. imparare sulla mia pelle le cose. tutte, anche le più elementari. vivere di istinti, e non doverli reprimere per adattare il mio modo di esere a una società impostami dall'alto.
la seconda è credere in un dio. vorrei, ma non posso. perchè quello che c'è qui non basta. non è abbastanza. ma fa abbastanza schifo da convincermi che nessun essere superiore abbia potuto fare qualcosa di tanto orribile, ed esser fuggito lasciando noi qui a marcire.
credo che ci siano poche cose che possono salvarmi da questo.
una è l'arte. in ogni sua forma. sia essa poesia, scultura pittura. tutto qello che volete. perchè solo lì l'essere umano può realizzarsi, sapere di aver fatto qualcosa di buono.
la seconda è la musica, che considero a parte dall'arte. la musica è un altra cosa, un entità intangibile ma che pure può avere effetti devastanti.
e l'ultima è l'amore. che non ha bisogno di descrizioni.
è per questo che le ombre mi circondano. in nessuna d queste cose sono bravo. vivo di luce riflessa, ascoltando musica che mi tocca il cuore ma che so di non poter produrre, ammirando opere che so di non poter emulare in alcun modo, cercando disperatamente l'amore, sapendo che più lo cerchi e meno lo trovi.
e allora vorrei davvero che ci fosse qualcos'altro.
omaggi, vostro Viktor
[wanna make of you my reason]
1/13/2009 .Già. 13-01-2009...Già.
E se invece avessimo sbagliato tutto?
E se invece fosse il mondo ad essere dritto e noi ad essere storti? Che, poi, ci vuole una bella presunzione a pensare che sia il mondo ad andare nella direzione sbagliata.
Insomma, consideriamo i numeri: il mondo è composto da sei miliardi di cristi, tu sei uno. Se tu vai in una direzione e i rimanenti cinque miliardi e novecentonovantanove milioni e novecentonovantanovecentonovantanovemilanovecentonovantanove vanno in un'altra, beh, forse per la legge dei grandi numeri avranno ragione tutti gli altri.
Perchè o il mondo è composto da una massa di lobotomizzati, oppure è lui ad aver ragione.
Su tutto.
Non so nemmeno se si possa parlare di sconfitta. Penso sia più una cosa che va così, nel senso che dal cerchio che ti disegnano intorno ci puoi saltare fuori quando e come ti pare, però poi, detto tra noi, sono cazzi tuoi.
Forse è questo che i nostri vecchi vogliono farci capire quando dicono di pensare a quel che si fa: vogliono lasciarci intendere che poi sono cazzi nostri.
Come a voler dire "Andate pure contro, contestate, combattete, ma sappiate che sono loro ad avere ragione e voi ad avere torto". E questo è assolutamente vero.
Perchè il mondo è fatto per i nazionalismi e non per l'internazionalismo, è fatto per le plutocrazie e le tecnocrazie e non per le democrazie, è fatto per l'assolutismo e non per l'opinabile.
E noi abbiamo la ragione che si dà agli stupidi, abbiamo quella ragione frivola di chi è considerato pazzo perchè va controcorrente. Una sorta di premio di consolazione che, più che consolare, mortifica.
Che poi dovrei parlare al singolare dato che non so se voi rientriate o meno nella categoria di persone di cui sto parlando, quella categoria strana e molto famosa che si rifà al nome di "perdenti".
Ogni tanto mi viene il desiderio di andaremene da questo paese, perchè ho profondo schifo di quello che c'è e di come è, però poi mi dico che non servirebbe a nulla dato che quello che sogno io sarebbe introvabile persino nell'angolo più remoto di questo buco di culo che chiamiamo mondo.
E allora resto qui.
Mi sono chiuso la porta alle spalle e sono fuori che fumo una sigaretta. Non so cosa io aspetti, o cosa pensi di fare.
So solo che voi avete ragione e l'avete sempre avuta.
Ma so anche che io non cambio idea.
Questa era Radio Souvenir, o quel che ne rimane.
Io ero Hank.
Omaggi. 12/22/2008 .we.are.back!. [insonni, tra l'altro]Sono passati sei mesi dall'ultima trasmissione. Un'eternità, diobbuòno.
Buongiorno a tutti.
Non vi dico che ore sono perchè vi spaventereste; è un pò che giorno e notte mi si accavallano al punto da confonderle.
Sto aspettando il sole per andare a letto.
Sei mesi fa eravamo, io e i miei degni compari, in piena maturità, ci eravamo immersi fino alle orecchie.
Per questo mi sembra un'eternità: gli esami di stato mi sembrano cose di un'altra vita ormai.
In realtà è cambiato pochissimo. Vero, in questo pochissimo c'è il fatto che nessuno ti gonfia le palle se non ti presenti a lezione per un mese (e questa è una figata), ma per il resto, il resto (e scusate la ripetizione) e più o meno, su per giù, all'incirca com'era prima.
Quasi mi mancano i professori supponenti e arroganti che si credevano chissà chi.
E ogni tanto ho anche nostalgia delle bidelle che ci rincorrevano per la scuola per farci rientrare in classe, che ci fracassavano i cocones quando fumavamo sulle scale antincendio, che facevano sempre le stesse parole crociate (le stesse da anni) a qualunque ora.
Da qui a dire che la scuola mi manca corre un bel pò di strada, comunque.
Il fatto è che a scuola, per certi versi, ci hanno viziato. Ci pilotavano in ogni cosa, ci programmavano le interrogazioni, le gite, le vacanze, gli intervalli. Eravamo seguitissimi. A starli a sentire, se fosse stato per i professori, anche per scorreggiare avresti dovuto chiedere il permesso, avere l'approvazione.
Tutti quei voti, quelle lezioni, quei discorsi che non sono serviti a nulla chè tanto si fa sempre come ci pare; e uno si rende conto che la scuola, presa sul serio, non fa maturare: fa rincoglionire.
Basti solo pensare a com'è invece l'università: la mia facoltà non ha corsi obbligatori, non ha obbligo di frequenza, ha degli esami che lo studente sceglie quando fare. In pratica non ha niente di quello che, a scuola, fanno passare per indispensabile. Non ha disciplina, ha pochissime regole (tra cui il NON rispettato divieto di fumare all'interno dell'edificio) e, soprattutto, è fatta in modo che sia lo studente a scegliere cosa fare.
Nessuno ti dice cosa devi studiare, che corsi frequentare, quando dare gli esami; nessuno ti chiede come mai non sei stato presente a lezione per una settimana.
Non sei una persona, sei la matricola numero xxxx e il tuo scopo, in teoria, sarebbe quello di laurearti in tre anni per poi conseguire una cazzutissima specializzazione.
Se penso che a scuola per un'assenza o un ritardo cascava il mondo, se penso alla miriade di interrogazioni programmate, ai discorsi sul rispetto delle regole e sulla disciplina...mi vien da mandarli tutti a cagare.
Puntano a farti diventare un burattino, in quei cinque anni, forse perchè sanno che, dopo, potrai fare come cazzo ti pare. Forse è una vendetta che quei professori del liceo, poco ascoltati e poco considerati, si prendono in anticipo su quelli che diventeranno matricole universitarie.
Cosa voglio dire? Non lo so.
Stavo solamente pensando a quanto sia tutto assurdo. E' una farsa, se ci pensate. La scuola in sè, il fatto che ti riempiano la testa di discorsi del tipo "ti stiamo dando la cultura" e roba simile è una farsa.
Anche la maturità in sè è una commedia, una finzione, perchè, se sono riuscito a conseguirla io, allora vuol dire che non è per niente una cosa seria.
L'università non so quanto sia finta, è certo che non ti dà certezza di niente, chè quella te la devi prendere con la forza. Ma questo vale un pò per tutto, credo.
E comunque io questo discorso lo posso fare perchè non faccio facoltà scientifiche come fisica e quant'altro, chè lì la frequenza è obbligatoria e cazzi in culo.
Beh, vado a farmi un caffè e ad aprire i libri che tra meno di un mese ho un esame. Oggi non si dorme.
Ma a che serve dormire?
Già, forse a non rovinarsi il cervello su queste cose.
Questa era Radio Souvenir, tornata dagli inferi solo per voi.
Buona giornata a tutti.
Omaggi.
[.Lepier.] 6/14/2008 .il.cielo.è.sempre.più.blu.'sera a tutti. Già. Buonasera.
Di questo Giugno si potrebbe benissimo dire che "piove che sembra febbraio".
Dicono che ci sia qualcuno che s'è piazzato fisso alla finestra e ogni tanto sorride per questo sole che non arriva.
Dicono. Diranno. Qualcuno ha, e avrà, sempre qualcosa da dire.
Sì. Passiamo oltre.
I Rezorlight questa sera ci cantano "I can't stop this feeling I've got".
Più che altro devo dire che ci sono solo pensieri a caso, questa sera, per voi.
Certo, sempre che abbiate voglia di leggere, sempre che qualcuno si ricordi ancora di questa radio.
Ad essere sinceri forse siamo noi i primi ad essercela scordata, l'abbiamo lasciata lì, ferma e immobile, a ricoprirsi di polvere. Danni da maturità, potrebbe commentare qualcuno.
Ma che, poi, qualcuno di voi sa a che cosa serve veramente la maturità? Cioè, a cosa serve oltre che ad uscire da scuola?
Qualcuno lo sa?
A me sembra l'ennesima farsa alla fine di un percorso scolastico che, detto tra noi, non è nient'altro che il trionfo, la celebrazione, il regno delle inutilità. Beh, mio parere personale.
Come dice il buon vecchio Martino "Io la odio questa scuola. Non vedo niente di interessante in 500 ragazzi che si cagano in mano per l'interrogazione su sallustio".
Ci hanno rovinato regaz, hanno fatto sì, o per lo meno hanno tentato, di rendere i cazzo di sette e mezzo e roba varia in greco e latino il fine ultimo della nostra vita; hanno cercato con tutti i loro mezzi di farci sacrificare i nostri 18-19 anni in cambio di un'ipotetico futuro felice che potrebbe vederci quarantenni cum villa et mulier et pargoli in un quadro che assomiglia più ad una cartolina dell'orrore che a un qualcosa di apprezzabile.
Ma questo è sempre il mio punto di vista.
Comunque, Rino Gaetano direbbe che "il cielo è sempre più blu".
Sì, vaffanculo tutto.
In fondo, anche se piove, il cielo è sempre più blu.
Già, forse hanno ragione tutti quelli che mi dicono "massì, dai, è l'ultima fatica e poi saremo fuori da scuola".
Anzi, sicuramente hanno ragione loro. Il punto è un altro; il punto è: io ho davvero voglia di durarla quest'ultima fatica?
Non credo. Assomiglia tutto così tanto ad una farsa, ma forse solamente perchè è la vita in sè che è una farsa.
E' una vicenda comica, la vita.
E allora chissenefrega, forza, anche se piove che sembra febbraio il cielo è sempre più blu.
Già.
Omaggi.
[P.]
5/22/2008 Fra(J:H.)...ha una questione x voi....semplicementeFra...o.J.H. ..come volete, buon pomeriggio a tutti.
Voglio sollevare un bel polverone oggi...perchè voglio sapere cosa ne pensate, e perchè una sana discussione è forse quello che serve a questa radio per riaccendersi.
Ho commentato un intervento sul blog del nostro caro Freccia, circa un argomento direi piuttosto popolare.Mi chiedevo la gente cosa pensa dello sport.
Non voglio criticare nessuno, figuriamoci poi il mio Freccione, che fa bene a seguire i suoi sogni e credere in ciò che per lui significa molto, e mi aspetto che rispondiate in tanti.
Dunque, premetto che sono interista e mi fa chiaramente piacere la vittoria del campionato. Tuttavia volevo chiedervi: che cos'è lo sport?
Lo sport può essere risse, petardi in campo x colpire i giocatori, auto incendiate fuori dagli stadi, sassi sulle forze dell'ordine, stadi chiusi x la troppa violenza, esasperazione e fanatismo?
Può essere 3000 miliardi l'anno a ogni singolo giocatore che corricchia x 4 ore al gg su un campo e si disfa in discoteca la sera, quando la gente muore di fame?
Possibile che ci siano sportivi che rifiutano ingaggi di 10-11 milioni di euro l'anno( + o meno quello che mio padre guadagna in 3 vite sbattendosi 8 ore al giorno di lavoro) perchè (povero) sono troppo pochi?
Possibile che MAI NESSUNO in questo sport riconoscca la superiorità dell'avversario qnd serve, ma si ostini a dire che esiste solo la sua squadra e lo scudetto lo dovete "mettere nel culo" quando tra l'altro a parlare è chi è arrivato a 20 punti di distacco dalla prima in classifica??
Possibile che gente pagata così stia ferma 2 mesi x una storta alla caviglia, qnd in tutti gli altri Sport la gente(esperienza personale) gioca e salta con tibia e perone fratturati, imbottito di antidolorifici, solo x dare onore alla sua squadra e vincere una finale(persona in questione che, x la cronaca, giocava gratis)???
Possibile che un giocatore possa gridare in faccia all'arbitro VAFFANCULO 4 volte....4 volte......4 volte....4 volte...e nn essere nemmeno ammonito????
Possibile che sia SEMPRE colpa degli arbitri incapaci????
I poliziotti guadagnano 1500 euro al mese(scarsi) x rischiare la vita ogni santa domenica negli stadi, x cercare di dare un pò di ordine a quella che dovrebbe essere una tranquilla occasione di ritrovo e svago...e di risposta ricevono cori di insulti e sassate sulle volanti.
Io la vedo così:il poliziotto è visto storto semplicemente perchè è colui che mi impedisce di andare a prendere a bastonate il tifoso avversario e quindi è un coglione. Non so se ho reso l'idea.... Anche xk altrimenti nn saprei come spiegarmelo.
Lo sport deve essere confronto, sana competizione, amicizia, sudore, fatica.
L'avversario è un ospite senza il quale nn ci sarebbe nè partita nè spettacolo. Senza l'avversario nn si giocherebbe nessuna partita, che senso ha quindi "accoglierlo" con scontri fuori dagli stadi e molotov in giro??? Tra l'atro....gli scontri sn insensati cmq....ma posso forse capirli se derivano da una sconfitta che brucia o cose così(qst purtroppo c'è anke in altri sport)...ma qui gli scontri ci sono fuori dagli stadi PRIMA ancora che inizi la partita!!!! Vi prego rispondetemi, che senso ha???
E nn mi dite " e beh, è lo sport nazionale, è normale"....xk sarà anche vero, ma ste cose succedono guarda caso nelle nazioni dove lo sport nazionale è il calcio. Xk in america gli sport nazionali sn altri, ma nn si sente mai di gente che si ammazza a una partita dell'NBA o di football americano, e lì, fidatevi, i poliziotti nn ci sn nemmeno.
E' così difficile pretendere che quando una squadra vince le altre evitino di dire "siete delle merde comunque"????
Scusatemi, so di avere toccato nel cuore molti di voi, ma sono troppo curioso di sentire cosa ne pensate....Xk io, mi dispiace, nn riesco a chiamare SPORT il calcio.
Posso farlo del rugby, dove le 2 squadre dopo la partita, con tagli e cicatrici su tutto il corpo, vanno a bere assieme....posso dirlo del basket, dove i giocatori guadagnano quel tanto ke gli basta a campare più che dignitosamente, ma senza esasperare la cosa.
Chiaro che generalizzo, di episodi di sportività ne è pieno anche il calcio....ma ragazzi guardiamo in faccia..... a che punto siamo arrivati!!!??.
Per favore rispondete(so che vi ho fatto incazzare:)::)
Un bacio a tutti
4/21/2008 Balotta CocogenaNon dirò niente.
Dirò solo di selezionare, se avete voglia,
la trasmissione intitolata "Balotta Cocogena"
nell'elenco delle trasmissioni.
C'è un pazzo che parla del più e del meno.
Spero vi sarà di intrattenimento.
Saluti,
sempre vostri.
RS 4/11/2008 Per non dimenticareSotto elezioni, ormai manca poco,
un minkione ha pensato bene di dire la sua.
Ascoltate quello che ha da dirvi.
Selezionate "S per non dimenticare" nell'elenco delle trasmissioni.
Come sempre buon ascolto,
anche se stavolta qualcosa vi andrà di traverso.
Sempre vostri,
RS 4/9/2008 RS is back!Salve gente, dopo tanto silenzio
il segnare di Radio Souvenir è stato riacceso.
Al microfono c'è Pier e,
sapete com'è fatto,
parla un pò della situazione in cui stiamo,
della realtà in cui viviamo.
Se vi va di sapere cosa ne pensa
selezione la trasmissione "Nello Schifo"
nell'elenco delle trasmissioni.
E buon ascolto, ovviamente.
Sempre vostri,
RS.
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